Rumori fuori cena

28 Aprile - 24 Giugno 2017

Dinner show

A Ca’ Vendramin Calergi e a Ca’ Noghera profumi di Toscana, Sicilia e Campania:
la migliore cucina regionale secondo tre chef d’eccezione.
Padrone di casa della rassegna lo chef David Marchiori.

 

Prezzi per ogni cena spettacolo
Ca’ Vendramin Calergi: 70,00 euro a persona.
Ca’ Noghera: 50,00 euro a persona.

 

Gli appuntamenti
Chef Filippo Saporito
Venerdì 28.04 a Ca’ Vendramin Calergi (Tutto esaurito)
Sabato 29.04 a Ca’ Noghera (Tutto esaurito)
a partire dalle ore 20.30

Chef Accursio Craparo
Venerdì 26.05 a Ca’ Vendramin Calergi (Tutto esaurito)
Sabato 27.05 a Ca’ Noghera (Tutto esaurito)
a partire dalle ore 20.30

Chef Marco Ambrosino
Venerdì 23.06 a Ca’ Vendramin Calergi
Sabato 24.06 a Ca’ Noghera
a partire dalle ore 20.30

 

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Eventbrite - RUMORI FUORI CENA - Ca' Vendramin Calergi

 

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Eventbrite - RUMORI FUORI CENA - Ca' Noghera

 

Informazioni
tel. 041 5297230/231; 041 5297123.

 

I protagonisti

David Marchiori, già blogger di Panorama.it e networker socio politico, da quattro anni è executive chef dell’Osteria PLIP,
una delle esperienze più significative nel panorama della ristorazione veneta degli ultimi anni.
Definito come l’uomo con un circo nel cuore e un parco giochi in testa, alterna l’attività di chef a quella di autore satirico
per una testata locale.
Esperto di consumo critico ha trasformato la sua passione, la cucina, in professione.

 


Filippo Saporito, Toscana, emozioni, ricordi e cultura del territorio

Uno chef di Siena che ama la terra di Toscana ma che si lascia influenzare dai ricordi antichi delle origini della sua famiglia siciliana.
Filippo Saporito, una Stella Michelin guadagnata insieme alla moglie Ombretta nel loro ristorante La Leggenda dei Frati a Villa Bardini.
“Cucinare è la mia professione ma lo è ancora di più comunicare agli ospiti attraverso i miei piatti la vasta cultura enogastronomica
del nostro paese e l’amore e l’attenzione verso gli ingredienti”. È questo forte desiderio che ha spinto Filippo
a cercare gli ingredienti nel suo "orto" o girando tra le colline della Toscane tra allevatori, pescatori, produttori locali
e piccoli artigiani, instaurando un rapporto di fiducia e amicizia tra consumatore e produttore.
Rispetto delle stagioni, del tempo e del Territorio, per una cucina contemporanea, pulita e di carattere.

 


Accursio Craparo, il cuoco delle Due Sicilie

Come due regioni distanti, l’ovest e l’est della Sicilia, hanno una propria storia che influenza i riti del gusto:
le separano mille contraddizioni, ma le unisce una sconfinata ricchezza della natura che Accursio custodisce,
facendole incontrare nella sua cucina. Sono suggestioni che arrivano dall’infanzia e ispirazioni  che vengono dall’esperienza.
Accursio Craparo è nato a Sciacca, in provincia di Agrigento, fa esperienza al Nord d’Italia e d’Europa, con Pietro Leemann prima
e Massimiliano Alajmo poi. Però ha ritrovato l’habitat ideale nella sua isola, a Modica, dove lo scorso anno ha aperto il ristorante
che porta il suo nome. Costruito come una dimora accogliente, in cui esprimere l’ospitalità siciliana alla sua maniera:
dai profumi dei pomeriggi campestri alle scoperte salmastre nelle profondità del mare.
Così Accursio porta sempre a tavola un distillato della sua Isola, scavando l’essenza della cucina tradizionale siciliana
alla continua ricerca di un’identità ancora capace di sorprendere.

 


Marco Ambrosino, la Campania e una cucina un poco scomoda.

“Cuochi si diventa”, basta avere buone idee e capacità di metterle in pratica. La dimostrazione è Marco Ambrosino,
laureato in economia, che due anni fa è approdato alla Darsena alla conquista di Milano per diventare l’executive chef del “28 posti”.
La sua è stata definita proprio “una cucina un po’ scomoda”, probabilmente per via dei bizzarri matrimoni gastronomici
che Marco celebra ogni giorno. Stranezze tipo la Genovese con lo sgombro marinato, il gelato al polline con la bottarga,
le cipolle con la frutta fermentata. Procidano, si è formato sui classici del ristorante “Il Melograno” e Libera Iovine è stata
il suo mentore. Basi belle solide quindi, poi come capita alle giovani leve, le più sveglie, a un certo punto s’inizia a cercare
la propria strada. La sua cucina è il frutto di visioni, di tentativi e di assaggi, fragili equilibri che riesce a gestire facilmente
da bravo e allenato giocoliere.